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Informatica a Somaglia

A volte è difficile farli smettere: andrebbero avanti tutta la sera. Sono i giovani docenti di informatica che dall'inizio di febbraio, finalmente dopo la lunghissima pausa per il Covid, sono entrati in classe per insegnare l'uso del computer a un gruppo di giovani residenti a Somaglia.


Il corso di informatica si inserisce nell'azione 6 del progetto Unire - Universi In Rete, che ha l'obiettivo di rafforzare percorsi di formazione professionale e inserimento lavorativo in particolare per MSNA e donne straniere.

Al corso, organizzato dall'associazione Effathà Laus, si sono iscritte 8 persone, tra cui 5 donne di etnia araba - qualcuna arriva in classe con i figli tanto è il desiderio di imparare (e poi così magari imparano anche i bambini). C'è anche il marito burkinabè di un'ex studentessa del corso di italiano di Effathà Laus, ora diventata operatrice socio sanitaria: a dimostrazione che le azioni efficaci hanno lo stesso effetto di un sasso lanciato in uno stagno, il cui effetto si diffonde tutto intorno.

I livelli di conoscenza dell'uso del computer sono diversi tra gli studenti e le studentesse, ma il corpo docente formato da un professore e tre giovani assistenti (universitari o tecnici) permette di insegnare agi allievi secondo il loro livello.

La lezione dura un'ora circa, e quel circa dipende soprattutto dai giovani assistenti del professore, nuovi volontari dell'associazione, che hanno scoperto quanto arricchisce a livello umano occuparsi degli altri. E infatti si fermano in classe più a lungo di quanto sarebbe previsto, rispondendo a domande e richieste di aiuto.

Niente di strano: è il volontariato, bellezza.


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