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Oltre gli stereotipi

Aggiornato il: ott 13

Un'analisi dei dati di una ricerca realizzata su donne straniere del lodigiano e del cremasco, provenienti per lo più dal sub continente indiano, svela una realtà a volte molto diversa da quella che immaginiamo.


L'indagine, eseguita dall’Osservatorio Regionale per l’integrazione e la multietnicità (Orim) che cura ogni anno dal 2001 un’indagine sulla presenza degli immigrati in Lombardia, si fonda su interviste a immigrati stranieri maggiorenni, uomini e donne, provenienti da Paesi a forte pressione migratoria e presenti in Lombardia.


Nell'ambito dell'Azione 1 del progetto Unire - Universi in rete, Annavittoria Sarli e Alessio Menonna, ricercatori Ismu, hanno analizzato ed elaborato i dati delle ricerche Orim degli ultimi 5 anni, soffermando la loro attenzione in particolare su quelli relativi alle donne straniere residenti nelle zone rurali delle province di Cremona e di Lodi. Sono state analizzate 1.674 interviste, di cui 179 a donne d’origine del subcontinente indiano, 385 nordafricane e 1.110 d’altra nazionalità.

Si tratta di uno studio preparatorio a quello che sarà il focus del nostro progetto: attivare focus group per attingere all'esperienza diretta di cittadini italiani e stranieri residenti su quei territori (cremonese e lodigiano) dove operano due dei partner di Unire (La Tenda e Effathà Laus) e acquisire dati statistici-sociologici di validità scientifica nuovi e originali.


In attesa di avere l'indagine e l'analisi completa, pubblichiamo qui tre risultati emersi dallo studio della ricerca Orim, risultati talvolta sorprendenti.


  1. Dal punto di vista demografico, si nota come l'80% delle donne provenienti dal subcontinente indiano presenti nei contesti rurali della Lombardia è coniugato: un tasso più alto rispetto a quello delle donne di altre provenienze (il 70% tra le nordafricane e il 55% fra tutte le altre). Il che significa che le prime migrano molto più frequentemente con il marito, o lo raggiungono, mentre tra le nordafricane, e ancora di più tra le donne di altre nazionalità (rumene e albanesi per esempio), il progetto migratorio è più spesso individuale.

  2. Contrariamente a quanto veicolato dai media, la maggioranza assoluta degli stranieri presenti in Italia non è giunta sul territorio nazionale negli ultimi anni. Questo è ancora più vero in una regione di forte insediamento come la Lombardia, nei contesti rurali e per una provenienza ormai storica come quella dal subcontinente indiano. Nonostante i tanti anni di presenza in Italia, è raro che le donne immigrate nei contesti rurali della Lombardia si definiscano se stesse come italiane, in particolare solo nel 2,1% dei casi quelle del subcontinente indiano e nel 3,8% dei casi le nordafricane.

  3. È vero, come si crede comunemente, che molte tra le donne immigrate provenienti dal subcontinente indiano hanno una bassissima scolarità, ma sorprende rilevare che all'interno di questo stesso gruppo che vive nelle zone rurali della bassa padana si conta il maggior numero di laureate: il 16,4%, contro l’11,3% delle nordafricane e il 13,4% entro il complesso di tutte le altre.










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