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Ostiano: in gita!

Finalmente in presenza! Dopo ben trentatre lezioni online, il progetto Unire-Universi in Rete, che a Ostiano, nel Cremonese, ha preso il nome di Mappe, ha potuto riunire le donne coinvolte nel progetto non davanti a uno schermo, bensì in carne e ossa in un luogo fisico.

Del resto era questo l'obiettivo originario dell'Azione 2 curata dall'associazione La Tenda: favorire l’inserimento dei cittadini di madrelingua non italiana, in particolare donne, nel tessuto sociale ed economico del paese fornendo strumenti di orientamento nel territorio per potere usare, in modo efficace e autonomo, le strutture pubbliche e i servizi, come la scuola, gli uffici comunali e postali, l’ambulatorio. Erano previsti incontri, laboratori, gite, sopralluoghi. Poi è arrivato il Covid e le attività sono state per forza ridimensionate e realizzate a distanza. In giugno finalmente la distanza è stata annullata e invece di trovarsi su Meet ci siamo trovati davanti al Castello di Ostiano.


L’appuntamento è alle dieci del mattino proprio di fianco alla scuola dove ogni giorno gran parte delle giovani donne del corso Mappe accompagnano e vanno a riprendere i loro figli. I volti che per tante lezioni si erano visti sugli schermi di Google Meet stavolta sono mascherati, ma viaggiano su corpi veri. Scopo dell’incontro è una prima visita guidata ai luoghi del centro del paese, quelli davanti ai quali, italiani e stranieri, passiamo davanti ogni giorno senza mai vederli davvero. Oppure quelli da cui gli stranieri si sentono esclusi, come i luoghi d’arte o di culto.

Ci fa da guida Marida Brignani, studiosa che conosce bene la storia locale e ci accompagna l’insostituibile Baljinder Grewal, la mediatrice culturale sempre pronta a tenere attivo il contatto, traducendo, chiedendo, spiegando.

All’ingresso del castello ci attende il sindaco Canzio Posio, che fa gli onori di casa e che seguirà il nostro breve tour. Da questo luogo, seppure ampiamente trasformato, è possibile capire tante cose della sua storia: le sue origini lontane proprio lì, su un terrazzo morfologico un tempo affiancato dal fiume Oglio, la sua forma, la presenza fin dal 1400 degli stranieri, gli ebrei, testimoniata nella corte interna dalla sinagoga, in eterna ristrutturazione.

Davanti al castello c’è la chiesa parrocchiale. Tutte le studentesse, in gran parte sikh, ma c’è anche una signora induista e donne musulmane, desiderano entrare. Per loro questa è un’occasione unica. Ci accoglie il parroco.

Marida Brignani commenta l’imponente trittico che occupa l’abside e ci parla del patrono locale, San Gaudenzio, che si festeggia a fine ottobre, quando in paese arrivano le giostre e le bancarelle.

Finiamo il nostro giro alla porta “Spinata”, l’unica sopravvissuta delle due che chiudevano il borgo di Ostiano. La scritta che accoglie chi si appresta ad attraversarla è ancora attuale: Questo luogo odia l’ingiustizia, ama la pace, punisce il crimine, conserva il diritto, onora gli onesti”. Chissà quanti cittadini di Ostiano si sono accorti della sua esistenza...

Le signore, alcune con i loro figli, sono molto attente e soddisfatte. Tornate a casa avranno molte cose da raccontare.

È ormai ora di pranzo e ci lasciamo ringraziandoci a vicenda. Ciascuna nasconde sotto la mascherina un grande sorriso. Il nostro saluto non è triste: sappiamo che questa esperienza, nata grazie al progetto Unire, è solo l’inizio di qualcosa che insieme vogliamo costruire.


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