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Ostiano, mappe e parole

Aggiornato il: lug 2



Ostiano è un paese all’incrocio delle province di Cremona, Brescia e Mantova, dove opera da tempo l'associazione La Tenda, partner nel progetto Unire-Universi in Rete. Qui, nell'ambito di Unire, si è pensato di realizzare l'azione 2, che abbiamo chiamato 'Mappe'. La sua finalità è favorire l’inserimento dei cittadini di madrelingua non italiana, in particolare donne, nel tessuto sociale ed economico del paese. Come? Fornendo strumenti di orientamento nel territorio, delle “mappe” appunto, per potere usare, in modo efficace e autonomo, le strutture pubbliche e i servizi, come la scuola, gli uffici comunali e postali, l’ambulatorio.

All’origine, prima della pandemia, il progetto era ambizioso: ci dovevano essere una preparazione linguistica, la produzione individuale di cartine, l’incontro con chi lavora nelle istituzioni, momenti di interazione, un collegamento con il laboratorio teatrale di Milano, addirittura un torneo di cricket, perché i destinatari del progetto sono soprattutto persone provenienti dalla regione indiana del Punjab, e lì il cricket è lo sport nazionale. Poi l’arrivo del Covid e l’impossibilità di socializzare hanno bloccato tutto e sembrava definitivamente.

È stato a quel punto che, pur rinunciando a buona parte delle iniziative, abbiamo pensato di salvarne l’idea propulsiva, quella di incominciare a far sentire gli stranieri parte del luogo in cui abitano, lavorano, pagano le tasse, si curano e mandano i figli a scuola. Per farlo, siamo partiti dalla lingua, dal suo uso nelle situazioni e negli spazi della quotidianità condivisa con gli altri abitanti del paese. Non un corso di lingua, quindi, ma di cittadinanza, per esercitare la quale la padronanza, seppur basilare, della lingua è indispensabile. Non potendo impratichirci dal vivo in questo corso di sopravvivenza civica, lo abbiamo fatto a distanza, via Google Meet, fornendo dei tablet alle nostre venti studentesse, quasi tutte provenienti dal Punjab con l’eccezione di due signore marocchine, una tunisina e una senegalese.



È stato necessario contenere il numero delle iscritte, che abbiamo diviso in tre gruppi, uno avanzato (con competenze vicine all’A1) e due di principianti pressoché assolute. A gestirli ci sono due insegnanti e una mediatrice culturale. La nostra proposta è stata accolta con grande interesse e lo dimostra la costante presenza agli incontri, seguiti in rete anche fuori casa, in viaggio in treno o in auto per esempio, e persino dal Punjab, dove una studentessa è restata bloccata dal Covid.




Le 33 lezioni programmate stanno finendo in questi giorni, ma vista la partecipazione e i risultati raggiunti è intenzione di tutte continuare. Lo faremo a settembre, sotto la gestione de “La tenda”. In questo modo speriamo che il seme, che il progetto UNIRE ha permesso di gettare, possa continuare a dare nel tempo i suoi frutti.

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